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	<title>MUVE a MestreMUNCH. La rivoluzione espressionista &#8211; MUVE a Mestre</title>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 11:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MUNCH. La rivoluzione espressionista]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In mostra al Centro Culturali Candiani di Mestre alcune opere grafiche di Edvard Munch, protagonista dell’Espressionismo nordico, la cui carica travolgente si riverbera in tutto il XX secolo. A Munch si affiancano artisti quali Ugo Valeri, James Ensor, Max Beckmann, Otto Dix, Christian Rohlfs e Alberto Martini, oltre a Renato Guttuso, Marina Abramovič e Shirin Neshat, Mike Nelson e Brad Kahlhamer. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>MUNCH<br />
La rivoluzione espressionista</strong></h2>
<p><strong>Mestre, Centro Culturale Candiani</strong><br />
<strong>Sale espositive III piano</strong><br />
<strong>30.10.2025 – 01.03.2026</strong></p>
<p><strong><em>A cura di</em></strong><br />
<strong>Elisabetta Barisoni</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p data-start="122" data-end="852"><strong data-start="122" data-end="135">La mostra</strong> vuole suggerire una <strong data-start="156" data-end="221">rinnovata lettura delle radici e dell’eredità di Edvard Munch</strong>, uno dei Maestri dell’arte moderna la cui lezione artistica e umana ha segnato tutto il Novecento. Artista celebre, ma spesso conosciuto solo per alcune opere iconiche, Munch è stato <strong>uno dei grandi protagonisti delle rivoluzioni artistiche del secolo scorso</strong>. Il progetto prende avvio dalle <strong data-start="536" data-end="567" data-is-only-node="">opere del Maestro norvegese</strong> conservate nelle collezioni civiche a Ca&#8217; Pesaro e Munch diventa la guida di una nuova avventura di scoperta dell&#8217;arte del nostro tempo, in un <strong data-start="723" data-end="802">viaggio attraverso le raccolte della Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna</strong> nel segno della <strong data-start="819" data-end="849">rivoluzione espressionista</strong>.</p>
<p data-start="854" data-end="1761"><strong>Munch fu un punto di riferimento fondamentale per le rivoluzioni artistiche europee tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo</strong>, come le <strong data-start="1012" data-end="1036">Secessioni di Monaco</strong> e soprattutto quella di <strong data-start="1061" data-end="1072">Berlino</strong>, e condivise molti aspetti con la grande corrente del <strong data-start="1127" data-end="1156">Simbolismo internazionale</strong>. Fondamentale per Munch fu la <strong data-start="1187" data-end="1209" data-is-only-node="">produzione grafica</strong> e per lungo tempo egli fu noto in Europa, e soprattutto in Italia, quasi solo per le sue incisioni. Ca&#8217; Pesaro conserva quattro celebri esemplari realizzati con tecniche diverse (puntasecca, acquatinta, acquaforte e litografia). Il suo <strong data-start="1474" data-end="1494">segno distintivo</strong> fu fin da principio quello di <strong data-start="1525" data-end="1568">marcare con ferocia i volti e le figure</strong>, con un’espressività che li rende quasi mostri con gli occhi vuoti, scavati, chiusi in spazi che sembrano collassare uno sull’altro o descritti in luoghi desolati ed inquietanti.</p>
<p data-start="1763" data-end="2456">Dalle opere del norvegese si dipana un <strong data-start="1806" data-end="1842">intreccio di rimandi e risonanze</strong>. Partendo dalla <strong data-start="1859" data-end="1901">drammaticità della grafica di Waldemar</strong> e dalle <strong data-start="1910" data-end="1950">atmosfere simboliste e secessioniste</strong> che emergono nei <strong data-start="1968" data-end="2004">volti sospesi di Franz von Stuck</strong> e nelle <strong data-start="2013" data-end="2049">maschere ironiche di James Ensor</strong>, le prime sezioni della mostra arrivano fino agli <strong data-start="2100" data-end="2152">echi inquietanti del Simbolismo italiano e belga</strong>. L’esposizione è anche occasione per scoprire un <strong data-start="2202" data-end="2221">Munch meno noto</strong>, attraverso lo straordinario e monumentale dipinto <em><strong data-start="2273" data-end="2287">Due vecchi</strong></em> in prestito da Stoccolma, opera che richiama una fase della produzione del Maestro norvegese più luminosa e più vicina ai richiami postimpressionisti.</p>
<p data-start="2458" data-end="3081">Non solo Munch e il suo tempo: grazie alla ricchezza delle collezioni civiche veneziane l’esposizione delinea anche quanto l&#8217;artista abbia <strong data-start="2605" data-end="2677">influenzato le visioni dolorose, inquiete, angoscianti e drammatiche</strong> <strong>delle</strong> <strong data-start="2684" data-end="2710">generazioni successive, fino ai linguaggi contemporanei</strong>. Nella sala dedicata all’<strong data-start="2773" data-end="2799">Espressionismo tedesco</strong>, il linguaggio si fa più duro e tagliente, mentre la denuncia diventa più esplicita: i paesaggi deformati e le figure di <strong data-start="2923" data-end="2960">Otto Dix e Max Beckmann</strong> incarnano il dramma collettivo della Repubblica di Weimar e delle <strong data-start="3031" data-end="3078">tensioni europee tra le due guerre mondiali</strong>.</p>
<p data-start="3083" data-end="3754">La violenza espressionista di Munch diventa nel corso del XX secolo strumento di grido, disagio e denuncia, assumendo i contorni di un urlo che esprimeva la tragedia delle guerre e delle degenerazioni umane. <strong>Il percorso espositivo conduce il visitatore verso il presente,</strong> dove l’eco dei demoni, dei vampiri e dei ritratti inquieti di Munch continua a risuonare. Le <strong data-start="3480" data-end="3513">installazioni di Tony Oursler</strong>, le <strong data-start="3518" data-end="3553">performance di Marina Abramović</strong> e la <strong data-start="3559" data-end="3588">denuncia di Shirin Neshat</strong> testimoniano come l’<strong data-start="3609" data-end="3629">eredità di Munch</strong> rimanga viva, capace di <strong data-start="3654" data-end="3711">dare forma al dolore, alla violenza e alla solitudine</strong> che ancora attraversano il nostro tempo.</p>
<p><strong>#MunchMUVE</strong></p>
<p>_</p>
<h2><strong>Ingresso gratuito previa registrazione. <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdY3xHFeZjDZLZ7xCR_QRBdSq93z4waWqcVP8W5SPfbiNjoKQ/viewform" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Compila il modulo online &gt;</a></strong></h2>
<h2><strong>Si prega di esibire la conferma email di avvenuta registrazione all’ingresso della mostra.</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://muvemestre.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/munch-lurlo-espressionista-nel-novecento/2025/09/23790/mostra-munch-ingressi/"><strong>Informazioni e ingressi &gt;</strong></a></p>
<p><a href="http://muvemestre.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/munch-lurlo-espressionista-nel-novecento/2025/10/23824/attivita-educative-munch/"><strong>Attività educative e itinerari guidati &gt;</strong></a></p>
<p><a href="http://muvemestre.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/munch-lurlo-espressionista-nel-novecento/2025/10/23828/eventi-munch/"><strong>Eventi al Centro Culturale Candiani &gt;</strong></a></p>
<p><a href="http://muvemestre.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/munch-lurlo-espressionista-nel-novecento/2025/10/23841/mostra-biblioteca/"><strong>La mostra in biblioteca &gt;</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://muvemestre.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/munch-lurlo-espressionista-nel-novecento/2025/03/23396/mostra-munch/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://muvemestre.visitmuve.it">MUVE a Mestre</a>.</p>
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