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Atelier aperti

ATELIER D’ARTISTA 2024-2025

Programma di residenze d’arte

L’Emeroteca dell’Arte in piazza Ferretto a Mestre ospita, da dicembre 2024, 10 artisti in residenza selezionati attraverso il bando pubblico di Fondazione Bevilacqua La Masa con la quale Fondazione Musei Civici di Venezia ha stretto un accordo di collaborazione. Inoltre, due residenze sono state assegnate a due artisti tra i partecipanti all’edizione 2024 del concorso Artefici del nostro tempo e un’altra residenza a un pittore partecipante al Premio Mestre di Pittura 2024.

Artisti in residenza presso l'Emeroteca dell'Arte 2024-2025

Nina Baietta (1997) è una ricercatrice vocale. La sua pratica artistica, che vede le sue radici nella musica improvvisata e contemporanea, si muove all’interno del concetto di segno linguistico, indagando una personale decostruzione e ricostruzione di un vocabolario di segni sonori ed emotivi. L’indagine avviene nella dimensione del solo vocale e della sua proiezione e stratificazione in ambienti corali.

Instagram: @ninabaietta

Email: ninabaietta@gmail.com

Carola Cappellari (1995) è una fotografa documentarista la cui pratica affonda le radici in esperienze autobiografiche per esplorare temi più ampi come identità, famiglia, appartenenza e migrazione. Considera la fotografia uno strumento di co-creazione, impegnandosi in performance, installazioni e pratiche partecipative che stimolano la collaborazione con i suoi soggetti. Si specializza in fotografia e diritti umani tra Regno Unito, Turchia e Albania. Nel 2019 si laurea in Fotogiornalismo presso il London College of Communication e nel 2022 in Diritti Umani e Migrazioni presso l’Università di Bologna. Nel 2023 vince una borsa di studio per frequentare la Scuola Jack London ed è tra i finalisti del Canon Student Development Program con il progetto “Sons of the Sun”. I suoi lavori sono stati esposti a livello internazionale in luoghi quali il Sarajevo Photo Festival, la Tate Modern, la Casa degli Artisti di Milano e pubblicati su importanti testate giornalistiche, tra cui TIME Magazine, BBC, Al Jazeera e Huck Magazine.

Instagram: @carolacappellari

Email: carolacappellari.hello@gmail.com

 

Marco Cavazzin Marco Cavazzin (1999) nasce a Mestre in provincia di Venezia, è un regista ed autore italiano. Si diploma nel 2018 in grafica e comunicazione e nel 2023 si laurea poi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna con indirizzo Linguaggi del Cinema e dell’Audiovisivo. Fa parte del collettivo ONN Creators dal 2018, che si occupa di produzione di materiale audiovisivo nell’area di Bologna, Venezia e Milano. Dal 2019 lavora in produzioni commerciali come regista e montantore, dirige videoclip come “E tu fai” per Bomba Dischi, venendo candidato, nel 2023, al “Videoclip italia awards” come miglior regista esordiente under 25. Lavora in molte produzioni cinematografiche come aiuto regia e primo assistente alla regia. Dirige un corto di soltanto tre minuti, “Schadenfreude”, selezionato nella cinquina dello student Film Festival di Foggia. Nel 2021 dirige il suo primo cortometraggio di finzione “Blow Jasmine”. Attualmente in pre-produzione il suo nuovo cortometraggio “MUTRION” prodotto dalla società Etimo, con la partecipazione della film Commission Veneto e il Comune di Cavallino Treporti.

Instagram: @marco_cavazzin

Email: marco.cavazzin@my.issm.it

Benedetta Cocco (1997) vive e lavora tra Cagliari e Venezia. Ha studiato Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari (2018-2021) e Scultura presso L’Accademia di Belle Arti di Venezia (2021-2024). Si è formata grazie agli insegnamenti di Giorgio Andreotta Calò, Mario Airò, Aron Demetz e partecipando ai Workshop di Antares curati da Carlo Di Raco, Daniele Capra e Martino Scavezzon. Nel 2024 ha assistito l’artista Anna Maria Maiolino, premio Leone d’Oro alla carriera, per gli allestimenti presso l’Arsenale della Biennale di Venezia. L’artista segue l’itinerario del significato del tempo in relazione alla memoria, alla cultura e all’interiorità, esaminando come questi concetti possano manifestarsi nella dimensione dell’odiernità e del sociale. Le sue ultime ricerche esaminano il potenziale della manualità tessile intesa come generatrice simbolica di trame che raccontano a volte di esseri umani che si profilano con violenza distruttiva – come nella serie di arazzi con innesti di proiettili o schegge di mine; altre volte di corpi scomposti, pesanti, annodati e sfigurati, dove ciò che rimane è solo l’assemblaggio organico della più sincera ed autentica interiorità – come nella serie di nodi e di intrecci di funi colorate. Il suo lavoro è il risultato finale di una lunga ricerca basata in origine da itinerari di viaggio che raccolgono storie di persone incontrate nel mondo delle campagne rurali e delle grandi metropoli.

Instagram: @benedetta.nema

Email: benedettacoccoarte@gmail.com

Cecilia Cocco (2001) nasce in provincia di Udine. Dal 2021 vive e studia a Venezia, dove attualmente frequenta il corso di laurea di secondo livello in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti. I dipinti devono essere intesi come parte di una narrazione che ancora non è stata raccontata e, in quanto tali, sono intesi per coesistere assieme, come frammenti di ricordi che stanno per essere dimenticati. Le figure e gli oggetti di questo mondo immaginifico coesistono in un’atmosfera sospesa, e lì vi rimangono immobili, senza spiegarsi ma accettando la loro condizione di distaccata sospensione.

Instagram: @ceciliacoccoo

Email: coccocecilia@gmail.com

Zeroscena è un collettivo fondato nel 2020 da Elisa La Boria (1998) e Luka Bagnoli (1998), mentre frequentavano il triennio in Arti, Spettacolo, Eventi Culturali presso IULM, Milano. Attualmente vivono e lavorano a Venezia, dove a marzo 2024 hanno conseguito con il massimo dei voti la laurea magistrale in Arti Visive presso l’Università Iuav. Il collettivo nel corso degli anni ha realizzato opere installative, performative, video e fotografiche, interessandosi al potenziale trasformativo degli archivi e indagando il gioco e la parola come strumenti poetici per innescare dinamiche di partecipazione. Zeroscena ha esposto le sue opere in vari contesti, tra cui spazioSERRA (MI), Fabbrica del Vapore (MI), Spazio Arte Contemporanea (MI), Arsenale Nord (VE), Fondazione Bevilacqua La Masa (VE), Galleria 28 Piazza di Pietra (RM). Ha inoltre partecipato a festival quali Video Sound Art Festival (MI), IBRIDA Festival (FO), Desenzano Film Festival (BS), Unarchive Found Footage Festival (RM) e Centrale Festival (PU).

Instagram: @zeroscena

Email: zeroscena@gmail.com

İKİ MORTS nasce nel 2023 durante il percorso universitario di Inci Atabey (2000) e Sara Caruso (1999). Il collettivo trova la sua forza nel desiderio di esplorare concetti e strutture astratte, concretizzandole in luoghi materiali e corporei. L’intimità, le sotto-culture, l’identità e le utopie vengono assimilate attraverso un processo libero dai vincoli del virtuosismo, che permette una sperimentazione illimitata ed emancipata. I territori prodotti da Atabey e Caruso sono esplorabili e abitabili, autopoietici, sensoriali e in costante evoluzione. Il collettivo adotta un approccio interdisciplinare attraverso l’esplorazione di forme digitali.

Instagram: @ikimorts

Email: inciatabeyy@gmail.com – sarac010799@gmail.com

 

José Victor De Castro Negreiros (Parauapebas, Brasile, 2000) vive e lavora tra Venezia e Udine. Nel 2023 ha conseguito la laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove attualmente prosegue gli studi magistrali in Decorazione. La sua pratica artistica esplora la dialettica tra immaginazione e realtà, dando forma a figure fantastiche, surreali e talvolta grottesche, rese con segni gestuali e vivaci. Traendo ispirazione dall’arte medievale, dall’iconografia cristiana, dall’esoterismo e dalla cultura brasiliana, realizza composizioni attentamente ponderate, in cui la complessità concettuale si fonde con una spontanea ingenuità espressiva. Profondamente interessato alla mitologia e all’evoluzione delle rappresentazioni iconografiche, indaga la metamorfosi di simboli e archetipi senza tempo, analizzando come tali immagini si rinnovino e si adattino sotto l’influenza di contesti culturali diversi.

Instagram: @victor__decastro

Email: josevictordecastronegreiros@gmail.com

 

Matteo Giardiello (Benevento 1998) è un fotografo particolarmente interessato al territorio e alla sua struttura, sia empirica che astratta. Laureato in Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli, ora frequenta la magistrale in Arti Visive all’Università IUAV di Venezia. Tra i suoi principali lavori troviamo: Emerse dal fondo, pubblicato in San Giovanni a Teduccio, terzo volume della fanzine TRENTATRÉ di The Docks (Napoli); Nevermind if I’m blind, prodotto durante il laboratorio per autori emergenti della casa editrice Yogurt Magazine (Roma), sotto la guida del curatore Francesco Rombaldi. Alcune sue opere sono state selezionate da varie case editrici come DITO publishing (Roma) per i volumi collettivi CATS e MOON.

Instagram: @baldnobold

Email: giardiellomatteo@gmail.com

Nikko Mundacruz (2000) studia e lavora a Venezia, Padova, Mira. Durante gli studi al Liceo Artistico M. Guggenheim di Venezia ha frequentato il workshop di pittura di paesaggio tenuto da Gianni D’Este Widmann. In concomitanza all’iscrizione al triennio di pittura, presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha iniziato un periodo di collaborazione alle opere di Marcello Moscini, fase in cui ha maturato un forte interesse per la pittura a olio, per il genere figurativo e per la rappresentazione della figura nel paesaggio. La sua ricerca pittorica si basa sulla rappresentazione di scenari in grado di evocare esperienze personali dell’osservatore tramite l’immedesimazione nelle figure, immerse in momenti di contemplazione nella quiete e nel silenzio.

Instagram: @nikko_mundacruz

Email: nikko.mundacruz00@gmail.com

Beatrice Mika Sakaki (1999) è nata a Firenze, Italia. È un’artista italo-giapponese multidisciplinare che opera sia nel digitale che nel campo non digitale. Laureata in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, attualmente vive a Venezia ed è iscritta al corso di laurea magistrale in Arti Visive presso l’Università IUAV. La sua pratica artistica esplora il sottile spazio che oscilla tra il reale e l’immaginario, esplorando le intersezioni e le sovrapposizioni tra questi due mondi. Attraverso l’uso di risorse digitali raccolte dalla rete e l’impiego di linguaggi di programmazione visuale, Sakaki rielabora, riorganizza e ricostruisce informazioni, dando vita a output codificati e paesaggi virtuali stratificati. Uno dei temi centrali della sua ricerca è la sorveglianza, un concetto che viene esaminato attraverso un’analisi di micro-azioni, spesso invisibili all’occhio umano e destinate a essere processate da sistemi automatizzati. Questo interesse rivela una profonda riflessione sull’ambiguità tra ciò che è percepito come stabile e la condizione di stand-by, quest’ultima intesa come uno stato di latenza carico di potenzialità. Questa ambiguità costituisce un punto di partenza cruciale per la sua indagine artistica – sorvegliare la sorveglianza -, in cui il visibile e l’invisibile, il reale e il virtuale, si fondono in un continuo dialogo, dissolvendo ogni dicotomia.

Instagram: @beatricemikasakaki

Email: beatricesakaki99@gmail.com

Nata a Padova nel 1992 ma vive da sempre a Mestre (VE). Laureata in Conservazione e gestione dei beni e delle attività culturali e in Scienze dello spettacolo e produzione multimediale, Sabrina Zuccato è una giornalista pubblicista (iscritta all’Albo dei Giornalisti del Veneto dal 2021) e si occupa prevalentemente di cultura, attualità e critica cinematografica. Dopo aver maturato esperienze professionali nei reparti tecnici di diverse produzioni cinematografiche, ha cominciato a svolgere l’attività di videomaker e a tenere, talvolta, corsi didattici riguardanti la realizzazione e l’elaborazione audiovisiva. Nel tempo libero coltiva la passione per la scrittura: nel 2020 ha pubblicato il romanzo “Apolide”, edito da Montag Edizioni. Ha pubblicato da poco il suo secondo libro La levatrice di Nagyrév, per Marsilio, che segue idealmente il reportage “Le streghe di Nagyrév” con il quale ha vinto il Premio Giornalistico Massimiliano Goattin nel 2023. Come opera parallela al romanzo, inoltre, sempre nel corso del 2025 verrà diffuso un suo documentario – del quale è stato presentato un work in progress alla 80. Mostra del Cinema di Venezia – che si avvale della collaborazione dell’attrice Maria Roveran alla voce narrante.

Instagram: @sabrinazuccato

Oltre ai 13 studi presso l’Emeroteca dell’Arte, il bando di Fondazione Bevilacqua La Masa ha messo a disposizione ulteriori 15 atelier a Venezia, situati nel complesso dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca e a Palazzo Carminati, San Stae.

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